In un recente incontro con influencer pro-Israele, apparentemente capitanati dalla conservatrice e filosionista Debra Lea[1], tenutosi venerdì scorso a latere dell’ottantesima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato pubblicamente quali saranno le prossime armi utilizzate da Israele: i social media. “Dovremo usare gli strumenti della battaglia, le armi cambiano nel tempo. [..] Oggi non si può combattere con le spade, non funziona molto bene… la cosa più importante sono i social media” e, andando nello specifico, facendo anche nomi e cognomi di una strategia ormai ben consolidata: “l’acquisto più importante è Tik Tok. Il numero uno. E l’altro è X [Twitter NdA]. Dovremmo parlare con Elon. Non è un nostro nemico. […] Dobbiamo combattere la battaglia” e poi, riferendosi a personalità di spicco di “destra”, ma responsabili di non allinearsi ai diktat del geopoliticamente corretto, la formula che non poteva mancare: “[è] la destra woke! O la woke reich [giocando con la parola “right”, ossia destra]”.
È necessario specificare che in quest’occasione Netanyahu, non curandosi minimamente di interferire in questioni di politica interna statunitense e svelando quanto invece possano essere pervasivi il controllo e la censura di Israele in un paese terzo, intende rivolgersi a quelle importanti fette di mondo MAGA sempre più critiche nei confronti di Israele.
Se è già stato scritto dell’importanza dell’operazione Tik Tok, contesto in cui sembra abbia giocato un ruolo decisivo il patron di Oracle ed enorme contributore finanziario dell’Israel Defense Forces (IDF), Larry Ellison, in un’operazione che mira ad estendere esponenzialmente la narrazione geopoliticamente corretta, l’ultima novità, in ordine di tempo riguarda ChatGpt.
Sine captivis usavano dire talvolta i comandanti romani: senza prigionieri! E quindi in guerra (qualcuno ci spieghi cosa sia la pace, esattamente) nessuno spazio può essere lasciato incustodito.
Tel Aviv ha recentemente incaricato Clock Tower, una società di orientamento conservatore, di sviluppare contenuti multimediali indirizzati alla cosiddetta Gen Z. Il contratto ammonterebbe a ben sei milioni di dollari. Un investimento che non ha lesinato in un adeguato piano di sviluppo di marketing: “Almeno l’80 percento dei contenuti prodotti da Clock Tower sarà su misura per il pubblico della Generazione Z su tutte le piattaforme, tra cui TikTok, Instagram, YouTube, podcast e altri canali digitali e radiotelevisivi pertinenti, con un obiettivo minimo di 50 milioni di impressioni al mese”.
E ChatGpt? Qui arriva il bello, perché Clock Tower non si dedicherà esclusivamente allo sviluppo di contenuti tailor made per i social e i relativi recettori passivi ma si adopererà per creare nuovi siti web con lo scopo di influenzare i risultati delle conversazioni e delle ricerche effettuate su ChatGpt, le quali si addestrano, come noto, su sconfinati quantità di dati provenienti da ogni centimetro della rete. Ora, questi spazi dovranno essere ridimensionati. Riorientati.
Ad implementare questo lavoro, Clock Tower si avvarrà anche di innovativi software di ottimizzazione dei motori di ricerca (Search Engine Optimization o SEO) è l’insieme di tecniche che migliorano la visibilità e il posizionamento di un sito web sui motori di ricerca), nello specifico MarketBrew AI: una piattaforma software SEO predittiva che a sua volta utilizza l’intelligenza artificiale, oltre ad ulteriori e sofisticati modelli di motori di ricerca, per assistere le aziende a comprendere, testare e adattarsi ai cambiamenti degli algoritmi, fornendo ulteriori informazioni per migliorare i risultati finali e, soprattutto “migliorare la visibilità e la classificazione delle narrazioni rilevanti.”[2]
Tutto questo fa sembrare il celebre saggio della Zuboff, Capitalismo della Sorveglianza, un testo profetico e al tempo stesso già superato dall’impressionante balzo della tecnica e del suo utilizzo.
Negli Stati Uniti il miglior partner di un’operazione come questa non poteva non provenire da quella galassia di cristiani sionisti, già enormemente influente nelle dinamiche politiche d’oltreoceano: Clock Tower integrerà il suo lavoro di ripulitura dell’immagine di Israele con Salem Media Network, un potente gruppo mediatico cristiano conservatore, già dotato di un importante gamma di prodotti mediatici e radiofonici, tra cui spicca il Right View con Lara Trump, il cui cognome da nubile era Yunaska, e che ha acquisito quello presidenziale a seguito delle nozze con Eric Trump. La vicinanza alla famiglia presidenziale le aveva già portato in dote, nel 2024, l’importante ruolo di copresidente del Comitato nazionale repubblicano (RNC), ossia l’organo politico di direzione del GOP.
Alla guida di Clock Tower c’è Brad Parscale, già responsabile della campagna elettorale di Trump del 2016. Parscale è anche il responsabile strategico del Salem Media Group.
L’inchiesta di Cleveland-Stout ci aiuta a riscoprire l’ovvio: “Nel suo contratto, Clock Tower non rivela molto sul tipo di messaggi che verranno promossi per conto di Israele. Secondo la sua richiesta ai sensi del Foreign Agents Registration Act, Clock Tower è stata assunta per contribuire a ‘eseguire una campagna nazionale negli Stati Uniti per combattere l’antisemitismo’”.
Non si tratta più (solo) di uno spauracchio ma di un assodato meccanismo di legittimazione.
Il referente di Clock Tower è Eran Shayovich, il capo gabinetto del Ministero degli Affari Esteri israeliano. Nel suo profilo LinkedIn compare una menzione al “Progetto 545” che mira ad “amplificare la comunicazione strategica e gli sforzi di diplomazia pubblica di Israele”.
Questo sforzo tende a recuperare l’immenso danno d’immagine generato da Israele rispetto a se stesso: si pensi solo a un recente sondaggio Gallup[3] in cui solamente il 9% degli americani, dell’età compresa tra i 18 e i 34, sostiene l’intervento militare di Israele e il consenso degli americani nei confronti delle azioni di quest’ultimo è al 32%, “il valore più basso da quando Gallup ha posto per la prima volta la domanda nel novembre 2023. La disapprovazione dell’azione militare ha ora raggiunto il 60%”.
Un altro interessante dato lo fornisce Drop Site[4], il quale riferisce che l’esito di un sondaggio commissionato dal Ministero degli Affari Esteri israeliano alla statunintense Stagwell Global, la quale certifica un’ulteriore quanto triste ovvietà, ossia che il 47% degli americani è convinta che Israele sia responsabile di genocidio. È curioso notare un ulteriore intreccio: al vertice della Stagwell Global siede il politico di lunga data Mark Penn, il quale, secondo Forward[5], testata indipendente ebraica, avrebbe donato 100.000 dollari all’Aipac. Lo stesso Penn avrebbe intessuto rapporti con Israele e il Likud dal lontano 1981, in occasione della campagna elettorale di Menachem Begin.
Alla regia dell’intera operazione di propaganda mediatica e social (hasbara) ci sarebbe la Havas Media Network, compagnia di media internazionale assoldata dal Ministero per gli Affari Esteri israeliani, tramite l’Agenzia Pubblicitaria dello stesso governo mediorientale.
Recentemente, prima di Clock Tower e del mondo conservatore, toccò al mondo Dem americano: secondo Sludge “SKDKnickerbocker LLC, una delle principali agenzie di pubbliche relazioni del Partito Democratico, ha accettato di gestire un ‘programma basato su bot’ per amplificare le narrazioni pro-Israele su Instagram, TikTok, LinkedIn, YouTube e altre piattaforme, secondo un documento depositato ai sensi del Foreign Agents Registration Act il 29 agosto” e ancora “Il contratto, del valore di 600.000 dollari da aprile 2025 a marzo 2026, prevede anche che SKDK si occupi di formare portavoce della società civile israeliana per le apparizioni in TV, testare l’efficacia degli influencer sui social media e organizzare attività di sensibilizzazione mirate con i giornalisti di testate come BBC, CNN, Fox e Associated Press per garantire una copertura mediatica favorevole.”[6]
Un’ulteriore conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che la pericolosità dell’intelligenza artificiale risiede soprattutto – sebbene non esclusivamente – nei fini cui viene indirizzata. D’altronde, come ha ricordato Peter Thiel, uno dei maggiori interpreti globali dell’uso dell’AI, “l’intelligenza artificiale è una tecnologia militare”[7].
Valerio Savioli
[1] Per approfondire si vedano i due approfondimenti di Inside Over a firma di Roberto Vivaldelli e Andrea Muratore.
[2] Nick Cleveland-Stout. Israel wants to train ChatGPT to be more pro-Israel. Responsible Statecraft. 29/9/2025.
[3] Megan Brenan. 32% in U.S. Back Israel’s Military Action in Gaza, a New Low. 29/7/2025.
[4] Ryan Grim. LEAKED: Israel Is Considered a “Genocidal, Apartheid Country” Abroad, According to Israel’s Own Research. Drop Site. 5/9/2025.
[5] Amos Barshad. A rare look into the $90 million AIPAC has raised since Oct. Forward. 7. 6/2/2024.
[6] Donald Shaw. Democratic PR Firm to Run Bot Army for Israel. 15/9/2025.
[7] Peter Thiel. Good for Google, Bad for America. At its core, artificial intelligence is a military technology. Why is the company sharing it with a rival? New York Times. 1/8/2019.


