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SULLA PORTA. di Paolo Zanna

Stiamo entrando, stiamo uscendo, tu ci guardi, attenta al nostro passo nel varcare la tua soglia della Speranza, dell’Attesa, della partenza e del rifugio, dell’intimità e dell’incontro.
Materna presenza in un mondo e ai suoi antipodi, dal Cile di Gabriela Mistral al Giappone di Kazumasa

Nakagawa:
Come se udissi un pianto, corsi lungo lo stretto
Sentiero, fin sull’uscio della casa…
La donna fu su l’uscio trepida…

madre arriva di quando in quando.
Con una mano sulla porta
cerca di leggere il mio cuore:
io zitto mi lascio leggere (…)
E io penso a tutti gli uomini.
Noi viviamo sostenendoci l’un l’altro,
È come reggerci sulle spalle di chi ci è accanto.
Si ha bisogno persino delle persone che danno fastidio.

Chi sa se mia madre non pensa a questo
quando viene e mi guarda
con la mano appoggiata sulla porta?

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