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TESTIMONI DEL VENETO. ANTONIO SALIERI. a cura di Giulio Bertaggia

Con la presente Domus Europa inaugura una nuova rubrica,”Testimoni del Veneto. Pillole su illustri testimoni di storia e cultura veneta”. Dal sorgere della Repubblica Serenissima e oltre la sua caduta, la storia delle Venezie ha visto nei secoli la testimonianza di grandi uomini che, con la propria firma, hanno contribuito all’arricchimento di un’immensa eredità culturale nei più svariati campi, dall’architettura alla musica sino alla politica. Grazie alla passione e alla cura del dott. Giulio Bertaggia, autore di questa pregevole raccolta di biografie storiche.

Antonio Salieri (1750-1825)

Antonio Salieri (Legnago 18/08/1750 – Vienna 07/05/1825) Musicista. Operò in gran parte fuori d’Italia: in Francia, in Austria e in Germania. (1) Ebbe grande popolarità, specialmente a Vienna, dove svolse la sua attività e dove ebbe scolari Ludwig van Beethoven (Bonn 1770 – Vienna 1827) e Franz Peter Schubert (Vienna 1797 – 1828). Imitò lo stile di Willibald Gluck (Erasbach 1714 – Vienna 1787), che gli fu maestro e protettore. (2) Aveva studiato in precedenza a Venezia, con G. B. Pescetti e F. Pacini, e a Vienna, con Florian Leoplod Gassmann. A Vienna, oltre che di Beethoven e Schubert, fu maestro di Ferenc (all’austriaca, Franz) Liszt (Raiding 1811 – Bayreuth 1866), (3) che con Salieri aveva seguito lezioni di composizione. (4) Era stato il Gassmann che, conosciuto a Venezia Salieri già esperto di musica, lo aveva portato, nel 1766, a Vienna, dove Salieri fu incoraggiato e protetto da Gluck e da Giuseppe Scarlatti (Napoli 1718 – Vienna 1777). (5) Per la precisione, visse alla corte di Vienna. (6) Era infatti il musicista di corte dell’imperatore Giuseppe II d’Asburgo, essendo succeduto a Gassmann alla morte di questi, nel 1774. (7) Furono suoi librettisti Lorenzo Da Ponte (Bassano 1749 – 1838) (8) e Giovanni Antonio Gastone Boccherini (Lucca 1742 – m. dopo il 1799), fratello del celebre compositore Luigi Boccherini (Lucca 1743 – 1805). (9) Scrisse circa 50 opere tra le quali “Europa riconosciuta”, con la quale nell’agosto 1778, fu inaugurato il Teatro alla Scala di Milano, e molta musica di argomento sacro. (10) Considerando il primato della scelta di una sua opera, capiamo che non aveva niente a che spartire col personaggio meschino descritto da Milos Forman nel film “Amadeus”! Dicevamo che la sua opera “Europa riconosciuta” fu rappresentata nella serata d’inaugurazione del Teatro alla Scala di Milano, nel 1778. (11) E questo teatro, il più insigne del mondo per la lirica, ha anche qualcos’altro di veneto: il nome. Venne costruito dall’architetto Giuseppe Piermarini (Foligno 1734 – 1808), dal 1776 al 1778, sull’area della chiesa di Santa Maria della Scala, fatta erigere da Regina Della Scala, moglie di Barnabò Visconti (fine secolo XIV). Di qui derivò il suo nome. (12) Un illustre nome veronese!

(1) (AAVV, “Storia della Musica”, c. ed. Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1964, vol. III, p. 20)
(2) (AAVV, “Dizionario Enciclopedico Moderno”, c. ed. Edizioni Labor, Milano, 1959, vol. VI, p. 4858)
(3) (“Antonio Salieri”, in Enciclopedia Italiana Treccani, www.treccani.it)
(4) (“Franz Liszt”, in it.wikipedia.org)
(5) (Andrea Della Corte, “Antonio Salieri”, in Enciclopedia Italiana Treccani, 1936, www.treccani.it)
(6) (Giovanni Battista Melzi, “Il novissimo Melzi – Dizionario Enciclopedico Italiano”, c. ed. Antonio Vallardi Editore, Milano, 1978, vol. II, p. 1152)
(7) (Andrea Della Corte, op. cit.)
(8) (“Storia della Musica”, op. cit., p. 177)
(9) (“Storia della Musica”, op. cit., p. 76)
(10) (“Diz. Enc. Mod.”, Labor, op. cit.)
(11) (Giovanni Battista Melzi, op. cit., p. 1152)
(12) (Giovanni Battista Melzi, op. cit., p. 1174)

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