Condividi:

Esplora:

BAIL-IN: A PAGARE E' SEMPRE IL CITTADINO. di Claudio Giovannico.

A partire dal 1° gennaio 2016 la procedure di salvataggio delle banche italiane in stato di crisi subiranno una vera e propria rivoluzione. In seguito al recepimento della direttiva europea del 2013 di attuazione della “unione bancaria europea” (la BRRD, Bank Recovery and Resolution Directive), viene introdotto nel nostro ordinamento il c.d. bail-in, ovverosia un meccanismo di salvataggio del sistema bancario dall’interno. L’espressione si contrappone a quella più nota di bail-out, per mezzo del quale si era finora attuato un modello di salvataggio c.d. dall’esterno, tramite un’assistenza finanziaria a carico dello Stato, mediante l’utilizzo di risorse attinte dal bilancio pubblico. A rimetterci, ovviamente, erano i contribuenti.
L’introduzione del bail-in nasce dall’esigenza negli ambienti europei di superare il discutibile modello tradizionale di ristrutturazione del debito degli istituti di credito in crisi, che, di fatto, ha consentito in passato ai veri responsabili delle grandi crisi bancarie, iniziate nel 2008, i c.d. banksters (banchieri gangsters), di non pagare per il proprio operato, accollando alla collettività il costo delle loro spericolate speculazioni finanziarie.
Da ora in poi, sarà la stessa banca, dunque, ad occuparsi di trovare la liquidità necessaria per sopperire ad un eventuale debito. Nello specifico, nel caso di fallimento di un istituto di credito, è previsto che il debito venga ristrutturato attingendo ai depositi di azionisti, obbligazionisti non garantiti e correntisti, con conti che superino i 100mila euro, al di sotto dei quali scatta, invece, la garanzia da parte della Banca Centrale Europea. È probabile, tuttavia, che tale soglia negli anni a venire subisca un abbassamento, ai fini dell’armonizzazione delle normative nazionali, uniformandole alla misura adottata in Germania, della soglia dei 30mila euro. Nel caso in cui la banca non risulti in grado, nonostante tutto, doi colmare i debiti, si ricorrerà all’intervento statale, che opererà per mezzo del fondo di garanzia dei depositi, contribuendo al bail-in al posto dei depositanti protetti.
A una prima e sommaria analisi dei fatti, sembrerebbe profilarsi una positiva innovazione nel campo del rapporto fra banche e cittadini, tuttavia presto ci si rende conto di come le cose non stiano propriamente in tal senso. Se in passato, a coprire il buco lasciato da un istituto era lo Stato e di conseguenza i contribuenti, ora a pagare saranno comunque questi ultimi, tuttavia, solo coloro i quali sono clienti dello specifico istituto nel quale hanno deciso di versare il loro denaro. In sintesi, bail-in o bail-out, sarà sempre compito del cittadino coprire i danni creati da banche dedite a speculare senza ritegno.
Invero, col bail-in accadrà che i clienti di una banca, i correntisti depositanti il proprio denaro superiore ai 100mila euro, saranno de facto equiparati a soci dell’istituto, partecipando al pari degli azionisti alle perdite, nel momento in cui l’istituto si trovi in uno stato di insolvenza. Eppure, il medesimo status non viene parimenti riconosciuto in relazione agli utili e ai guadagni.
Ci troviamo dinanzi a un meccanismo che viola evidentemente il disposto costituzionale dell’articolo 47, laddove stabilisce che “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme”. C’è chi ha parlato, addirittura, di “prelievo forzoso”, facendo riferimento al prelievo straordinario sui conti correnti, avvenuto negli anni ’90 per mano del Governo Amato. L’esecutivo attuale si è subito affrettato nello smentire un nesso con le predette impopolari misure, affermando che la legge approvata è relativa alla “non rimborsabilità” dei conti al disopra dei 100mila euro, giacenti in una banca che rischia il fallimento e nella quale gli azionisti (e gli obbligazionisti) non riescono a far fronte alle perdite.
Tuttavia, a modesto avviso di chi scrive, che si prelevino direttamente le somme dal conto o che si impedisca il rimborso, il risparmiatore non potrà, comunque, riavere indietro il suo denaro e parteciperà, suo malgrado, alle vicissitudini della banca.
Bisogna, inoltre, considerare che una cosa è un prestito bancario, il quale può anche essere a rischio, altra cosa è, invece, un deposito bancario, che per sua natura è fiduciario. Il risparmio per come è riconosciuto dalla nostra Costituzione ha tale valore fiduciario e un meccanismo quale quello del bail-in si pone in sua distruzione al solo fine di proteggere e salvaguardare un sistema che si basa, al contrario, sul rischio e sulla speculazione.
Vanno infine considerate implicazioni di più ampio respiro legate al sistema del bail-in, laddove potrebbe provocare, in seguito al persistere della crisi, un effetto di attrazione del risparmio dalle banche dei Paesi più deboli verso quelle dei Paesi più forti, come la Germania o i Paesi del Nord-Europa, a discapito dei Paesi mediterranei, Italia , ovviamente, compresa.
Claudio Giovannico

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dai blog

LA FOTOGRAFIA.

Nel pensiero condivisibile di Luigi Ghirri “la fotografia è testimonianza di ciò che si è veduto, ma è anche reinventare quello che si è veduto.

Leggi tutto

LIBIAMO! (?) di Franco Cardini

“Libiamo”. Così una vignetta del bravissimo Giannelli, sul “Corriere della Sera” del 26 Aprile scorso, commenta l’incontro dei “Cinque Grandi” ad Hannover del giorno prima.

Leggi tutto

GOD'S NOT DEAD.

Il film GOD’S NOT DEAD, basato su una storia vera e già campione d’incassi in America, affronta la delicatissima tematica del rapporto tra religione e

Leggi tutto

SULLA PORTA. di Paolo Zanna

Stiamo entrando, stiamo uscendo, tu ci guardi, attenta al nostro passo nel varcare la tua soglia della Speranza, dell’Attesa, della partenza e del rifugio, dell’intimità

Leggi tutto

I PETALI DEL TEMPO.

TIME FRAMES – FRAMES OF TIME Ad Albert Einstein e a tutti noi a Natale Stagioni, finestre di tempo, solco degli anni senza fine, bulbi

Leggi tutto

CHI SIAMO.

Chi siamo Domus Europa, con la sua giovane ed esperta redazione, è uno spazio di informazione indipendente dedicato all’Europa nella sua concretezza storica, identitaria, istituzionale,

Leggi tutto

ART LOBBY EUROPE .

Movimiento político para la promoción de la creación artística en Europa, haciendo lobby para fomentar la creación genuina de arte en Europa Una sentencia amarga

Leggi tutto

Palmira. di F. Cardini

Probabilmente quelli dello “Stato islamico” di al-Baghdadi ci sopravvalutano, hanno un troppo alto concetto di noi. Nella loro barbara ma lucidissima logica e nell’intento di

Leggi tutto

ANALISI DI UNA INTERVISTA*

Qui di seguito una intervista a Varoufakis, ministro delle finanze greco del governo di Tsipras nonché economista di riferimento di Syriza. L’intervista è apparsa su

Leggi tutto