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I PETALI DEL TEMPO.

TIME FRAMES – FRAMES OF TIME
Ad Albert Einstein e a tutti noi a Natale

Stagioni, finestre di tempo, solco degli anni senza fine, bulbi nascosti nella terra che nascono e rinascono in permanenza. Foglie d’autunno, vespri migranti… Istantanee e fotogrammi, cornici impertinenti della luce. Ore feriali e festive, frenetiche, ferme e sonnambule, inarrestabilmente presenti e passate. Lingue che abbracciate del tempo ogni forma o dite tutto al presente, nel suo agostiniano monopolio quale unico riferimento…

Qual è il correlativo oggettivo del tempo, ovvero quella “serie di oggetti, una situazione, una catena di eventi pronta a trasformarsi nella formula di un’emozione particolare”, come vuole Eliot?
È il tempo stesso scaturigine di emozioni, nelle sue multiformi rappresentazioni: stagioni finestre di tempo germogli foglie giorni immagini sequenze ricordi? Emozioni estremizzate o aperte? Il tempo ineluttabile:
Si sta
come d’autunno
sugli alberi le foglie?

oppure

…mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei ?

Esistono “i tempi” con le loro preposizioni o le loro indipendenze (“ai tempi”, “dai tempi”, “Con i tempi che corrono,”) o il solo tempo (“a tempo”, “da tempo”, “in tempo”, “con il tempo”, “sul tempo”, “per tempo”, “tra (un po’ di ) tempo”), “frattempo,” “senza tempo,” “Eterno”?
Esiste una “notte dei tempi” e una “pienezza dei tempi”, un “Tutto Aurora”, come nello Splendor paternae gloriae ambrosiano, echeggiato nell’Adeste fideles:
Aeterni Parentis splendorem aeternum
Velatum sub carne videbimus:
Deum infantem pannis involutum.
Venite adoremus…

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