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L'UNGHERIA SFIDA BRUXELLES E CERCA L'INDIPENDENZA: A OTTOBRE IL REFERENDUM SUI MIGRANTI.*

Il premier ungherese, Viktor Orbán, 53 anni.

Il 2 ottobre gli ungheresi saranno chiamati a esprimersi sul referendum che deciderà se accogliere o respingere le quote obbligatorie dei migranti decise dall’Unione Europea per la ricollocazione negli Stati membri senza l’approvazione dei parlamenti. Il quesito posto sarà: «Volete o no che l’UE possa obbligarci ad accogliere in Ungheria, senza l’autorizzazione del Parlamento ungherese, il ricollocamento forzato di cittadini non ungheresi?».

Il referendum sui migranti era stato approvato dal Parlamento lo scorso maggio ed oggi il presidente ungherese Janes Ader ha fatto sapere che si terrà a ottobre.  La consultazione sarà valida con il voto del 50% degli elettori. Per il premier Viktor Orban con il voto ungherese «si tratta di far valere la nostra indipendenza» e di far valere il diritto di scegliere con chi convivere.
Spettro Brexit. L’opposizione democratica accusa il governo di voler portare il paese fuori dall’UE, seguendo la scia della Gran Bretagna.  Lo stesso giorno, il 2 ottobre, l’Austria ripeterà il ballottaggio. La Corte costituzionale austriaca ha accolto il ricorso presentato dall’Fpoe che aveva denunciato irregolarità nello spoglio in alcuni seggi. Le elezioni di maggio avevano decretato la vittoria dell’ecologista Alexander Van der Bellen. Un risultato raggiunto sul filo di lana, al ballottaggio contro il rivale ultranazionalista Van Norbert Hofer che guida l’estrema destra, considerato il “volto buono” dei populisti, ma in materia di migranti, è visto come un sostenitore della linea dura.

Tratto da www.ilmessaggero.it

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