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A QUALCUNO PIACE…ALPE DI SIUSI. CRONACHE DI VIAGGI MOLTO PERSONALIZZATI. Di Teresa Migliardi

Bisognerà tornarci il 21 gennaio 2018 per il matrimonio contadino più affascinante di tutto l’Alto Adige.Con l’Alpe di Siusi e il massiccio dello Sciliar a incorniciare il set di questa ricostruzione storica, si potrà nuovamente rivivere il modo in cui si celebravano un tempo le unioni sull’altipiano magico più grande d’Europa.

A Castelrotto (Bolzano), all’interno del Parco naturale Sciliar-Catinaccio, nell’area protetta dall’Unesco più antica delle Dolomiti altoatesine, da qualche anno si rinnova con grande suggestione la festa del matrimonio contadino con usanze, costumi e banchetto uguali a come si svolgevano fino alla metà del ‘900.

In quei tempi, infatti, all’Alpe di Siusi, le nozze venivano celebrate soltanto in inverno perché durante la bella stagione le giornate erano completamente dedicate al lavoro agricolo e agli alpeggi. Partendo dalla chiesetta di San Valentino, con un sontuoso corteo di slitte trainate dai cavalli, alcune decine di coppie di sposi e i loro invitati si dirigeranno verso il centro del paese di Castelrotto vestendo in abiti tirolesi da cerimonia (tracht), mentre la sposa sfoggerà un grande cappello di un verde brillante come l’erba fresca.

Le amiche nubili, invece, dovranno raccogliere le chiome in uno chignon molto alto, mentre quelle già coniugate lo acconceranno in basso, sulla nuca. Inoltre, per le donne più anziane sarà d’obbligo anche un cappello a cono (turmkappe).

Quando tutti si saranno radunati si leveranno i canti, scanditi da musiche tradizionali. Subito dopo, nelle baite e nelle stube (locali riscaldati con stufe), inizieranno i festeggiamenti dell’Hoazetkuchl (il banchetto nuziale), con almeno 15 portate altoatesine, fra cui i medaglioni di nocetto di capriolo con cipolla rossa agrodolce, i canederli al formaggio di capra con spinaci e tanto burro fuso da scoppiare. E per concludere, con tanti dolci e strudel, ci sarà anche la mousse di ricotta con albicocche e sorbetto allo yogurt.

Ma in questa cornice perfetta dell’Alpe di Siusi è possibile sposarsi con rito civile anche a Saltria, al pluripremiato Tirler Dolomites Living Hotel, un’oasi di benessere ecologico di proprietà della famiglia Rabanser.

Il Tirler, che è stato progettato in legno di cirmolo da biologi ed esperti di salute ambientale con cura maniacale per i dettagli, rappresenta la punta di diamante fra le strutture ricettive non solo delle Dolomiti, ma anche del nostro intero panorama alberghiero nazionale.

Per un matrimonio o una vacanza da favola, oltre alla bellezza naturale dell’Alpe di Siusi, sono poi disponibili la spa e la piscina di acqua pura di sorgente all’aperto, con una temperatura costante di 33 gradi.

Ed è proprio a Saltria, attorno al Tirler, che il regista e alpinista Luis Trenker girò tra gli altri suoi documentari “Il figliol prodigo”, premiato alla Biennale di Venezia nel 1935.

Originario di Ortisei, nella confinante e bellissima Val Gardena, di Trenker aleggia ancora in tutto e per tutto il carisma, tramandato con entusiasmo dal titolare del Tirler, Hannes Rabanser, capace di contagiare anche gli ospiti che quasi sempre riportano a casa un bel ricordo postumo del “re delle Dolomiti”.

I boschi di Siusi, abbarbicati sotto il Catinaccio d’Antermoia (3mila metri), sono lo scenario adatto per sciare o per correre in slittino e snowboard, o per imperdibili trekking estivi che non potranno sfuggire a tutti gli appassionati di scenari di montagna.

Teresa Migliardi

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