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LE SPADE LASER DEI CAVALIERI. IL CRISTIANESIMO NELLA SAGA DI GUERRE STELLARI. Di Marco Gentili e Giacomo Pezzuto

Che  fanstastico e fiabesco siano dei modi per vedere il mondo in cui viviamo, utilizzando simbologie Cristiane, non è sicuramente chi scrive a doverlo dire. Ma questo concetto lo possiamo utilizzare per la fantascenza? La risposta è si ed è proprio la saga fantascentifica più famosa al mondo a darci una risposta in merito. Si parla ovviamente di Guerre Stellari. La saga di George Lucas è stata amata da intere generazioni e continua a forgiare l’immaginario di schiere di fanatici accaniti; così come per Tolkien, qual’è il segreto di un amore così viscerale per una saga? Va scoperto nella matrice simbolica utilizzata, ovvero nella simbologia cavalleresca europea. Come mai Lucas abbia voluto creare un universo in cui, privo di un collocamento temporale, l’incipit di ogni capitolo si apra con ‘’Tanto tempo fa’’, ma che in ogni caso tenda a proiettarci verso una visione futura del contesto in cui la storia si sviluppa? La spiegazione di questa scelta la troviamo nell’ordine jedi e nel suo acerrimo rivale, la setta dei sith. I componenti dell’ordine Jedi sono cavalieri e, come la cavalleria europea, basano la loro vita su profonde scelte spirituali, come la difesa degli oppressi. Questa loro spiritualità è incentrata su quella che definiscono ‘’Forza’’, una sorta di energia insita su ogni forma di vita nell’universo. Altra cosa fondamentale, Lucas ha incentrato la saga in un contesto dove la tecnologia è un cardine della società, dove ogni cosa può essere risolta dalla tecnica.

L’ordine dei jedi, al contrario, basa i propri fondamenti sulla spiritualità, anche nel contesto bellico, utilizzando spade anzichè armi altamente tecnologiche. Proprio in questo piccolo passaggio troviamo una grande denuncia alla dipendenza dalla tecnologia. Lucas ci fa capire che tutto il progresso tecnologico, con tutto il delirio di onnipotenza raggiunto dall’uomo, andrà lentamente a sfociare nell’industria bellica, esattamente ciò che successe prima della Grande Guerra. Ci offre contemporaneamente un ulteriore assaggio di cavalleria, con la genesi del male in Anakin Skywalker. Costui viene identificato come il jedi che porterà pace in tutta la Galassia, in altre parole, l’unico che metterà fine al pericolo dei Sith. Nel corso del suo addestramento per diventare cavaliere, Anakin viene tentato da Palpatine, il quale gli proprone un potere che solo il lato oscuro può concedere, ovvero impedire la morte di coloro che amiamo. Lucas è riuscito a spiegare, attraverso una serie di simbologie, la strategia e gli obbiettivi del male. Niente e nessuno può impedire un processo naturale come la morte, poichè la natura è gestita esclusivamente da Dio; non a caso la tentazione viene esercitata da un Sith, un adepto del lato oscuro. Chi segue la via del lato oscuro, agisce esclusivamente per ottenere un potere sempre maggiore; chi esercita nel lato chiaro lo fa per una difesa dell’ordine e della pace.

Concludendo, invitiamo alla visione dei prossimi episodi della saga cinematografica con un approccio più attento ai dettagli e ai riferimenti cavallereschi insiti nella trama, che hanno contribuito a rendere immortale la creazione di George Lucas

Consireazioni sulla figura di Kylo Ren

Ben Solo…alias Kylo Ren. Diciamo la verità, tutti quanti siamo rimasti colpiti a vederlo nei trailer di “Star Wars: Il Risveglio della Forza”. E come non rimanerne colpiti? Maschera fantastica, spada laser a croce con cristallo instabile, aspetto oscuro e voce profonda. Poi arriva il film e finalmente lo vediamo in azione e lì il tripudio degli appassionati è massimo, soprattutto vedendolo bloccare il colpo di blaster di Poe Dameron con la Forza e non con la spada. Micidiale!

Il tutto fino al fatidico minuto 86 in cui, durante l’interrogatorio di Rey, si toglie la maschera. Per molti fans è crollato un mondo. Ma come? Sembra un ragazzino, sembra uno “sfigato” e poi non ha neanche ferite o il volto mutilato. Insomma, molti lo hanno apprezzato “finché non ha tolto la maschera” (basta andare su molti siti di critica cinematografica per leggere ciò).

Aspetto estetico a parte, il personaggio non è stato particolarmente apprezzato nel complesso. Oltre ai

Kylo Ren

motivi descritti sopra ce ne sono altri: scarsa abilità con la spada (si è fatto colpire alla spalla da un assaltatore che non aveva mai usato una spada, oltre ad essere stato sconfitto da Rey), scarsa abilità nell’uso della Forza (non è riuscito neanche a leggere pensieri di Rey per scoprire l’ubicazione della base della Resistenza) e mancanza di quell’aria che caratterizza ogni buon cattivo che si rispetti. Insomma, bocciato dalla maggior parte dei fans, che si aspettavano un nuovo Darth Fener.
Eppure, queste sono soltanto delle considerazioni superficiali, di chi guarda il film senza occhio critico, di chi non si sofferma a riflettere su ciò che c’è dietro e dentro ogni personaggio. Basta una visione attenta del film per poter cambiare idea.

Iniziamo: a chi si aspettava un Darth Fener 2.0, di certo non ha capito nulla! Sarebbe stato troppo scontato, troppo prevedibile. E poi, di Darth Fener ce n’è uno solo.

Kylo Ren è, a mio avviso, un personaggio molto ben riuscito, un personaggio complesso, ma, soprattutto, ancora in costruzione. Non si possono elargire giudizi complessivi dalla visione di un solo film.
Ma andiamo con ordine: innanzitutto la scelta dell’attore è azzeccatissima. Adam Driver ha saputo interpretare al meglio questo villain. Se facciamo un poco di attenzione, notiamo che Kylo Ren è caratterizzato da una profonda insicurezza, da un senso di inferiorità. Lo si può capire innanzitutto dal fatto che porta la maschera, pur non avendo alcun problema fisico. Perché la indossa? Principalmente per emulare il nonno, Darth Fener, che considera un modello da seguire, sicuramente non sapendo che, negli ultimi attimi della sua vita, è ritornato al Lato Chiaro della Forza. Kylo vuole diventare come suo nonno ma sa bene che non ci riuscirà mai, a tal proposito è esemplificativa la scena in cui Rey, durante l’interrogatorio, gli dice: “tu hai paura di non diventare mai forte quanto Darth Vader”. Colpo al cuore per il nostro Ben Solo.

Approfondiamo meglio la questione della maschera: secondo la mia interpretazione sono due i motivi che lo spingono a portarla. L’emulazione del nonno (come detto sopra) e la vergogna del suo aspetto. Sa di non avere propriamente l’aspetto del duro e vuole nasconderlo portando una maschera che incute terrore ai nemici, ma soprattutto ai suoi alleati. Ci sono due punti del film che convalidano la mia tesi: il primo è dal minuto 26 e 17 secondi, dove ha una discussione accesa con il generale Hux, a cui “suggerisce” di ritrovare il droide con la mappa (“io voglio quella mappa, per il suo bene le consiglio di trovarla”). Lì, con la maschera, non ha problemi ad affrontare vis a vis il generale, che rimane senza parole di fronte a Ren. Il secondo punto è al minuto 89 e 19 secondi, quando è a colloquio col Leader Supremo. Se si guarda con attenzione, si può notare che Kylo (senza maschera, in questa scena), appena il generale entra nella stanza, si gira dall’altra parte, quasi a voler nascondere il suo volto all’alto ufficiale. Sono piccoli dettagli, ma utili a capire il personaggio.

Altri elementi possono farci capire la sua natura: egli, a quanto ci è dato sapere, era allievo di Luke, salvo poi rivoltarglisi contro (per motivi a noi ancora sconosciuti) e passare al Lato Oscuro. Ma il suo passaggio all’Oscurità non è ancora completo; egli, infatti, è combattuto tra la Luce e l’Ombra (cfr. il suo discorso di fronte alla maschera mutilata di Darth Fener), vivendo con la costante paura che il Leader Supremo se ne accorga. Sarà, poi, l’omicidio del padre a sancire il suo definitivo passaggio al Lato Oscuro.

Poi, la palese mancanza di autocontrollo tipico dei Sith (anche se, ricordiamolo, non è un Sith) e di suo nonno, in quanto tende ad arrabbiarsi e a distruggere ciò che gli sta intorno con la sua spada laser quando le cose non vanno come previsto. Questo a dimostrazione del fatto che è ancora un guerriero grezzo, mancando l’importante requisito della moderatezza.

Sulle sue scarse abilità nell’uso della spada nulla da obiettare, certo è assai insolito che uno come lui, addestrato nelle Arti dei Jedi (per quanto ne sappiamo) si sia fatto battere da una che fino a poco prima non aveva neanche mai preso una spada laser in mano. Ricordo, però, della ferita infertagli da Chewbecca con la suabalestra, dopo l’assassinio del padre.

Insomma, un personaggio complesso, contorto, ma, soprattutto, ancora in costruzione. Un personaggio costantemente combattuto tra la Luce e l’Oscurità; tra la voglia di diventare forte come il nonno e la consapevolezza di non riuscirci; tra il voler incutere un certo rispetto ai suoi avversari e alleati, ma di non avere la capacità di farlo (da ricordare la scena in cui Poe Dameron non si fa intimidire minimamente da Ren, nonostante indossi la maschera). Ma la cosa più importante è il suo rapporto con la sua famiglia, su cui, al momento, abbiamo pochi dettagli ed elementi per poter fare delle valutazioni, potendo solo notare che si rivolge al padre chiamandolo per nome, e non chiamandolo “papà”.

In fondo siamo tutti un po’ Kylo Ren perché siamo tutti combattuti tra la luce e l’oscurità. Tutti quanti, anche se brancoliamo nel buio, sentiamo sempre “il richiamo della Luce” che è l’unghia di Dio che raschia dentro di noi e ci spinge fuori dall’oscurità in cerca della sua Luce, ex umbris lucem. Dobbiamo solo volerlo, affidarci a Lui e alla sua infinita misericordia. Kylo Ren è l’emblema dell’uomo comune: debole, fragile e privo di riferimenti, che si lascia traviare. Personaggio complesso ma ancora in costruzione che, sicuramente, non ci deluderà.

Marco Gentili & Giacomo Pezzuto.

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