Il tracollo europeo porta la Destra con sé.
Negli ultimi mesi, il mondo della destra europea ha iniziato un processo di indipendenza culturale nei confronti dell’attuale sistema statunitense. Guardando al nostro orticello – ovvero l’Italia –, i recenti attacchi di Trump prima al Papa e ora a Giorgia Meloni hanno fatto storcere il naso un po’ a tutti, anche a chi lo idolatrava fino a qualche mese fa. Ma cosa sta succedendo concretamente? Possiamo davvero auspicare un risveglio spirituale che rigetti definitivamente la cultura del capitale e riscopra la verticalità dell’essere?
Purtroppo, no. Mi rendo conto che parlare unicamente di metapolitica in queste circostanze sarebbe riduttivo, per cui cercherò di soffermarmi anche sulla questione strettamente militante e politica. Fino a qualche anno fa, aprendo Instagram o qualsiasi altro social network, si vedevano ben pochi influencer della cosiddetta Destra. Lo scenario era dominato da Aprite il Cervello, Avvocathy e simili prodotti. L’unico barlume dell’area liberal-conservatrice (nella quale mi guardo bene dall’identificarmi) era forse Charlie Kirk. Dopo il vile attentato, sempre più personaggi – italiani e non – hanno iniziato a prendere piede.
Penso, ad esempio, al “poser” per eccellenza: Lorenzo Caccialupi. L’attività di Caccialupi è efficace quanto elementare: prende una bandiera italiana e un crocifisso, li indossa, parla inglese con un accento marcatamente – e volutamente – italiano e inizia a sparare qualche ovvietà per tenersi buona una fetta mediatica importante, ovvero quella della destra comoda e da salotto che rigetta il concetto stesso di Rivoluzione e di Aristocrazia per rintanarsi in quel conservatorismo che, come diceva qualcuno, tende a voler conservare proprio tutto, anche le rovine. Perché sì, nel 2026 parlare di delinquenza nelle strade e di attacchi terroristici in Europa è un’ovvietà. Il fatto che una determinata parte politica non lo riconosca per partito preso non significa che non lo sia.
Prima della morte di Charlie c’erano però pagine e podcast già diffusi, che dopo l’attentato hanno vissuto una seconda ondata di popolarità. Se dovessi citarne due, penserei a Esperia e The Right Side Podcast. Da cosa sono accomunati? Sionismo imperante (salvo sporadicissime condanne a qualche bombardamento, ma solo qualcuno), neoliberismo, capitalismo, un continuo parlare di LGBT e cultura woke come se fossero l’unico fulcro della decadenza del mondo moderno, considerare l’Islam come una piaga assoluta (ignorando il contributo dato alla Terza Via da certe frange sciite nel Medio Oriente, seppur costoro non sembrino apprezzare particolarmente la suddetta Via) e, in generale, la totale assenza di innovazione comunicativa e contenutistica che possa portare la Destra a riscoprire sé stessa.
Veniamo ora al dunque. Perché “riscoprire l’Europa”? La risposta sta nel fatto che l’Europa, per sua natura prima pagana e poi cristiana, ha uno stile di vita e una cultura intrinsecamente verticali. Se l’Europa rispettasse sé stessa e la sua storia, ci metterebbe qualche ora o qualche minuto a rigettare l’appiattimento delle coscienze e della società
derivante sia dal marxismo sia dal capitalismo globalizzato. Allora perché questo non avviene, e perché la destra, già da alcuni anni prima della svolta di Fiuggi, sembra aver dimenticato la Tradizione?
La destra non è stata sconfitta sul campo; si è inginocchiata spontaneamente nel confessionale del vincitore. Presa dal panico del vuoto per la fine del bipolarismo e accecata dalla fame di “sdoganamento” istituzionale, ha barattato l’ascesi verticale dell’Idea, dello Stato organico e della giustizia sociale con l’orizzontalità piatta e liquida del mercato. Per paura di rimanere un relitto della storia, ha scelto di diventare il guardiano del campo di concentramento globale del capitale, scambiando il destino di un popolo con un piatto di lenticchie liberal-borghese. Fiuggi non è stata una svolta, è stata solo la formalizzazione notarile di un suicidio spirituale iniziato anni prima.
La soluzione? Nel concreto e a breve termine, nessuna. Il primo passo sarebbe quello di ripartire dalla formazione militante e culturale nei territori, per non lasciare il monopolio all’antifascismo, che altro non è se non il migliore alleato della globalizzazione e del mercato. Con gli anni, forse con i decenni, si potrà poi arrivare a una classe dirigente
cosciente che tenga alto il baluardo dell’Idea e che possa risollevare l’intera situazione di quest’area politica. Solo allora la Destra ricorderà che il suo compito non è fare la guardia alle ceneri del presente, ma alimentare il fuoco eterno della Tradizione.


























































































































































































































































































































