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EURABIA. Di Franco Cardini*

Decisamente, la disinformazione è una delle piaghe del nostro tempo. Forse la peggiore. Pensate solo alla Grande Menzogna che ormai da circa un quarto di secolo ci sta assediando. I mali di questo mondo sono molti: ma ce n’è uno che li sovrasta e che, combinato con altri minori ma a loro volta molto gravi, rischia davvero di condurci verso il peggio.

Questo male è il crescente squilibrio del pianeta assediato dal degrado ambientale, dall’inquinamento e soprattutto dallo sfruttamento intensivo delle sue risorse ch’è strettamente legato a un’iniqua, insostenibile ingiustizia nella distribuzione di ricchezze e di risorse. Di recente è brevemente tornata in primo piano – per scomparire immediatamente, inghiottita da altre notizie che (sulla base del noto principio “chiodo scaccia chiodo”) le si sono precipitosamente accumulate sopra fino a coprirla e a obliterarla – la faccenda delle sementi sterili e del business di associazioni a delinquere quali la lobby multinazionale Monsanto. Siamo dinanzi a vere e proprie forme di terrorismo economico-tecnologico gestite da Rispettabili Signori in doppiopetto, soci in affari di altri Rispettabili Signori (alcuni in doppiopetto, altri in candida galabiyah) che dominano le banche e il petrolio e che stanno progressivamente attuando una spaventosa concentrazione progressiva della ricchezza del mondo in poche mani e la conseguente riduzione di tutti i governi del mondo al rango di “comitati d’affari”, poiché ormai è palese quanto e fino a quale punto la politica sia subordinata all’economia e alla finanza. Da ciò discendono il malgoverno mondiale di ricchezze e di risorse, la desertificazione di buona parte dei continenti africano e latinoamericano, la sottrazione a popoli interi della sovranità alimentare ch’essi detenevano fino ad alcuni decenni fa, lo sconvolgimento delle loro tradizioni e del loro tenore di vita. La gente sta scappando per questo dall’Africa: e, prendendocela con i poveri migranti anziché con i Rispettabili Signori che li costringono a migrare in quanto la loro presenza come forza-lavoro in loco non è più remunerativa e le terre ch’essi abitavano vanno riconvertite ad altri usi, noi agiamo come lo stupido cane che, bastonato, azzanna rabbioso il bastone e quindi lambisce con la lingua la mano del padrone anziché saltargli alla gola. Queste cose le stanno denunziando da tempo, con forza e addirittura con rabbia, non il solito Chomsky e le solite Vandhana Shiva, ma personaggi come Stiglitz, Rifkin e perfino Luttvak, che non sono esattamente dei “comunisti”. Se i nostri mass media c’informassero di tutto ciò con un minimo di scrupolo, le nostre reazioni sarebbero forse diverse. Invece, silenzio o quasi. Quante puntate dei Talk shows più seguiti dalle nostre TV hanno dedicato attenzione a tutto ciò?

Eppure si profilava lontanamente possibile, tempo fa, che quelle denunzie riuscissero anche solo in parte a colpire il segno e a risvegliare sia pur minimamente la coscienza dell’opinione pubblica occidentale. Ormai, dopo il dissolvimento dell’URSS, non c’era più il “Nemico Metafisico”, il Mostro da Sbattere in Prima Pagina e da denunziare come responsabile di tutti i mali del mondo. Il nazismo era stato battuto, il comunismo volatilizzato. Un po’ troppa gente cominciava a chiedersi perché, ora che il bene aveva definitivamente trionfato, le cose stessero andando peggio di prima. Il Re rischiava sul serio di restare Nudo. Qualcuno avrebbe addirittura potuto cominciar a chiamare cose e persone con il loro vero nome,  a denunziare mandanti ed esecutori del massacro del genere umano, del totalitarismo turbocapitalista. Bisognava correre ai ripari.

Et voilà. Magari con la volenterosa collaborazione di qualche  emiro del Golfo di quelli che da una parte sono ormai dagli Anni Venti sicuri partners economico-finanziati dell’Occidente e dall’altra spargono i semi di un “Islam mutante” fautore della fitna, della discordia civile e politico-religiosa nel mondo musulmano che tende a tracimare nell’Occidente e sconvolgere anch’esso, si è montato il Teatrino dello “Scontro di Civiltà”, il Grand Guignol del “Pericolo Islamico” sapientemente sviluppato a partire dal best seller del professor Huntington, proseguito con alcuni spettacolari attentati dei quali si sono precipitosamente identificati i responsabili passando tranquillamente sopra l’inquinamento e l’occultamento delle prove e sigillato da tre spettacolari aggressioni – all’Afghanistan nel 2001, all’Iraq nel 2003, alla Libia nel 2011 – che hanno molto giovato al mercato della produzione e della vendita delle armi (delle quali l’Arabia saudita, nostra sicura alleata, è la massima importatrice del mondo), mentre le varie prefiche dell’ideologia fallaciana starnazzavano facendo un baccano dell’altro mondo sull’Islam che, unito misteriosamente in un blocco compatto che unisce tutti i musulmani (“radicali” o “moderati” che siano), starebbe preparandosi ad assalire l’Occidente e a soggiogarlo, addirittura obbligandolo a convertirsi. Avete mai sentito parlare dell’Eurabia? E’ quella che si starebbe preparando e della quale i migranti sarebbero la massa di manovra. Strano che tutti i denunziatori del “pericolo eurabico”, pronti a scorgerlo dietro tutti i centri d’accoglienza di disperati che vengono dall’Africa o dalla Siria, quelli che si scandalizzano per il bombardamento “russo-assadista” di Aleppo mentre da circa un quarto di secolo  non hanno né battuto ciglio né speso una parola per fermare i raids quotidiani della NATO & Co. (con buon supporto egiziano-saudita)  che quotidianamente colpivano e ancora colpiscono Libano, Balcani, Afghanistan, Iraq, Siria, Libia, Yemen e vari obiettivi africani, tacciano poi distratti o rassicurati,  se non addirittura compiaciuti, quando ogni domenica sui nostri campi sportivi leggono l’invito Fly Emirates! sulle magliette di tutte le nostre squadre di calcio; quando vengono casualmente a sapere che fior di emiri magari di quelli che al loro paese tagliano teste e mani ai condannati e che impediscono alle donne di andare a scuola e di guidare l’auto  ci stanno dappertutto comprando aeroporti, compagnie aeree di bandiera, banche, alberghi, installazioni turistiche e perfino universitarie e sanitarie. Gente che denunzia l’Eurabia ogni volta che un pugno di poveracci tenta di aprire una moschea ricavata da un garage in periferia, trova poi del tutto normale il peraltro redditizio sostegno nei confronti di alcuni emiri-playboys i quali  al loro paese mozzano le mani e sostengono l’Islam wahhabita che sta alla base delle neoideologie jihadiste-terroriste mentre da noi popolano i porti della Costa Azzurra con le loro “barche” principesche e ci comprano banche ed aerei. Ciò appare del tutto ovvio e normale ai vari orfanelli di Oriana. Bravi, continuiamo così, continuiamo a farci del male…

Franco Cardini

* Tratto dal blog www.francocardini.net

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