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La Russia blocca il GPS statunitense. Da Associazione Culturale La Torre*

La Russia ha iniziato a bloccare le funzioni militari delle stazioni Global Positioning System (GPS) degli Stati Uniti sul suo territorio, dichiara il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin. La mossa arriva mentre Mosca cerca di far avanzare i colloqui sul posizionamento di stazioni Glonass negli Stati Uniti. “Abbiamo lavorato per implementare misure che escludono l’uso di queste stazioni per scopi militari. Ora sono sotto il nostro pieno controllo“, ha twittato Rogozin. L’Agenzia spaziale federale russaRoscosmos ha confermato che tali misure sarebbero state attuate. Rogozin ha anche detto che Mosca ha avviato colloqui con gli Stati Uniti sul dispiegamento di stazioniGlonass sul loro territorio. I colloqui dovrebbero durare fino al 31 agosto e “nuove decisioni saranno prese” in seguito. Rogozin ha avvertito che la Russia avrebbe fermato le operazioni delle stazioni GPS il 1° giugno e iniziato a smontarle dal 1° settembre, in risposta alle sanzioni anti-russe di Washington e al suo rifiuto d’impiantare stazioni di Glonass sul territorio degli Stati Uniti. Glonass è l’equivalente russo del GPS progettato per uso sia militare che civile.

Guerra di “satellitari” Usa-Russia: sospese 11 stazioni Gps americane

L’ordine, scattato domenica, è stato dato dal vice premier Dmitri Rogozin

Non solo Crimea e crisi Ucraina. Ora è anche guerra di “satellitari” tra Mosca e Washington. Mosca ha infatti deciso di sospendere l’attività di 11 stazioni Gps americane, anche per usi militari, dopo il rifiuto degli Usa di consentire l’installazione nel proprio territorio di analoghe stazioni Glonass, il sistema di navigazione russo. L’ordine, scattato domenica, è stato dato dal vice-premier Dmitri Rogozin.

Rogozin, uno dei più importanti dirigenti russi oggetto di sanzioni Usa per la politica di Putin in Crimea, noto per le sue dichiarazioni belligeranti anti americane, aveva minacciato anche l’interruzione della collaborazione spaziale russo-americana per la stazione spaziale internazionale, ironizzando che gli astronauti Usa – senza la Soyuz russa – avrebbero avuto bisogno di un trampolino per raggiungere la Iss.

La decisione non influirà sull’operatività del Gps, come ha ammesso lo stesso Rogozin.

Lo scorso anno la Cia e il Pentagono avevano speso mesi per convincere il dipartimento di Stato Usa a recedere dai progetti di consentire stazioni Glonass sul territorio americano, adducendo il timore che avrebbero aiutato la Russia a spiare gli Stati Uniti o a migliorare la precisione dei missili russi. Lo scorso dicembre il Congresso aveva adottato una legge che proibisce la costruzione di stazioni satellitari russe.

*Domus Europa ringrazia l’Associazione Culturale La Torre

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