RISCOPRENDO “IL CODINO – UN GIORNALE PADOVANO FILOCARLISTA”. A cura di Nicolò Dal Grande

Pasqualin R., “Il Codino. Un giornale padovano filocarlista“, Solfanelli, Rende (CS), 2024.

La storia della stampa e del giornalismo, spesso sottovalutata, rappresenta una pagina della memoria umana fondamentale. Dall’invenzione dei caratteri mobili di Gutenberg, ha rappresentato uno degli strumenti principali per la circolazione delle idee, delle invenzioni e dei confronti di pensiero. È stata, altresì, strumento dei potenti per imporre linee di pensiero e “orientare” l’opinione pubblica a sostegno – pensiamo alla propaganda di guerra e alla “demonizzazione” del nemico -; altrevolte è stata parimenti lo strumento per la diffusione di pensieri “sovversivi”, trasmessi sia pubblicamente che clandestinamente attraverso la stampa di pamphlets, opuscoli e piccoli giornali; si pensi alla grande storia che si cela dietro alla stampa illuminista, a quella socialista, quella liberale e, nel caso della storia italiana, quella risorgimentale. Controversa età come non poche, il Risorgimento italiano fu un processo tutt’altro che uniforme e condiviso da tutti gli italiani; numerose le figure che ne criticarono gli sviluppi, le modalità e che, talvolta, si opposero sia con le parole che con i fatti.

A quest’ultima corrente appartenne la redazione di un giornale, la cui storia è stata recentemente riscoperta dallo studio dello storico Riccardo Pasqualin, autore del testo Il Codino. Un giornale padovano filocarlista, nuova perla della “Collana di Studi Carlisti” delle Edizioni Solfanelli che riporta alla luce una pagina di storia veneta legata all’opposizione di diversi intellettuali cattolici al nuovo corso politico, non solo delle Venezie, ma di tutta la penisola italica.

Il Codino. Giornale Serio-Faceto-Ebdomadario, fu una pubblicazione cattolica, impostata in chiave politica e umoristica, edita a Padova tra il 1872 e il 1873 (anno della forzata chiusura da parte dell’autorità pubblica) e fondata dallo scrittore e giornalista Alessio De Besi (1842-1893), già volontario a difesa dello Stato Pontificio durante le fatidiche giornate che precedettero Porta Pia. Attraverso le pagine, scritte agilmente, riscopriamo la storia di questa breve ma intesa corrente del pensiero cattolico post-unitario; frutto di un’accurata ricerca dell’autore, riaffiora la linea intransigente di parte del cattolicesimo padovano all’indomani dell’annessione italiana del Veneto (1866) e di Roma (1870), secondo una politica editoriale incentrata sull’umorismo anti-liberale, attraverso l’utilizzo sia della lingua italiana che del dialetto locale. Una selezione accurata di diversi interventi ci presenta le tematiche trattate dal giornale, dalla “questione italiana” a quella “carlista” – per la quale si manifestava viva simpatia – sino alle pagine dedicate alla critica contro le società segrete e massoniche.

Dagli scritti emerge, inoltre, l’esistenza di un barlume di rete con altri giornali critici del nuovo corso unitario, di matrice cattolica e borbonica, nel tentativo di dare consistenza e forma a un’opposizione culturale alla sorgente nuova Italia, unita nel segno del liberalismo anticlericale, senza tuttavia sostenere un progetto politico chiaro, fatto che inevitabilmente ne indebolì l’azione.

Un libro che ha il merito di aver riportato alla luce un’esperienza particolare della storia del giornalismo italiano, contribuendo ad arricchire in chiave critica e storica le pagine di una delle fasi più controverse e discusse della storia italiana.

Nicolò Dal Grande

Titolo: Il Codino. Un giornale padovano filocarlista.

Editore: Solfanelli.

Isbn: 9788833055527.

Pagine: 184.

Euro: 14.00