Recensione de: “Massoneria e fascismo. Dalla Grande Guerra alla messa al bando delle logge”. A cura di Matteo Mulazzani

L’Autore, fine studioso delle principali istituzioni massoniche nel Regno d’Italia, in questo saggio approfondisce la storia delle società liberomuratorie nel periodo compreso tra il 1910 e il 1925, anno in cui il regime fascista promulgò l’atto di messa al bando delle logge massoniche e delle associazioni segrete.

Il saggio è suddiviso in sei capitoli, di circa quaranta pagine ciascuno, ordinati in maniera cronologica. Ognuno di essi descrive un particolare periodo della storia del Regno d’Italia, fornendo un quadro dettagliato delle visioni, talvolta eterogenee, delle personalità di spicco delle due principali associazioni segrete operanti nel paese: il Grande Oriente d’Italia (“GOI”) e la Gran Loggia d’Italia.

L’intento dell’opera è quello di fornire una panoramica dettagliata dell’attività delle logge massoniche e di descrivere il loro agire nel quadro politico nazionale, tentando di restituire al lettore la complessità data dalle diverse vedute tra i principali membri delle due associazioni massoniche.

Il libro affronta snodi cruciali, il primo tra tutti si verificò al Congresso del partito socialista che si tenne ad Ancona nel 1914, in cui l’ala massimalista capeggiata da Mussolini sancì l’incompatibilità tra l’appartenenza al partito e l’affiliazione alla massoneria.

Viene poi descritta la posizione interventista delle alte cariche delle due società segrete nel periodo della Prima Guerra Mondiale e l’orientamento irredentista con il sostegno all’impresa di Fiume.

Sono analizzate anche le posizioni delle due associazioni massoniche nel Dopoguerra che si posero in fermo contrasto verso il partito socialista e il neonato partito popolare italiano. Fu proprio in questo clima e con la crisi dei partiti liberali tradizionali che maturò tra le alte cariche degli ambienti massonici il sostegno al partito nazionale fascista, considerato il minore dei mali.

Nel saggio vengono infine descritti gli ultimi anni di attività delle due società segrete e la critica al governo fascista nel clima di sempre maggior ostilità che stava gradualmente evolvendo ai danni della massoneria.

La bibliografia è molto ricca e comprende gli articoli apparsi sulle riviste dei vari partiti politici tempo, i carteggi tra intellettuali e membri della massoneria, i documenti e i verbali degli organi direttivi del GOI, interviste e circolari dei gran maestri diramate alle logge sparse nel Regno d’Italia e infine studi di altri storici.

Pur rimanendo nel solco degli studi già in precedenza effettuati, l’Autore aggiunge al dibattito elementi innovativi legati ad esempio al sostegno finanziario da parte del GOI della marcia su Roma con l’intermediazione di Federico Cerasola, iniziato del Grande Oriente d’Italia e membro in quel periodo del partito fascista.

La lettura richiede impegno, visto il grado di approfondimento e il grande numero di personaggi citati ma è scorrevole. In appendice al testo sono presenti due elenchi delle logge del GOI presenti in Italia e all’estero nel 1920 e nel 1922.

Pur non essendo (io che recensisco) uno storico di professione, ritengo che le tesi sostenute dall’Autore siano ben sviluppate e che quest’opera possa essere una solida fonte per conoscere l’agire delle organizzazioni massoniche in quel periodo storico e mi sento di consigliarla a chiunque voglia perseguire questo intento.

Metteo Mulazzani

Titolo: Massoneria e fascismo. Dalla Grande Guerra alla messa al bando delle logge

Autore: Conti Fulvio.

Editore: Carocci