Il testo conduce il lettore attraverso la cronaca di una delle imprese più mirabili di Alessandro il Grande: lo storico assedio della città fenicia di Tiro avvenuto nel 332 a.C. quale naturale conseguenza della vittoria macedone a Isso e cesura della protezione persiana sulle città fenicie della costa mediterranea.
L’autore analizza e contestualizza, a cavallo tra i fatti, il mito e la propaganda, le fonti storiche sull’episodio: l’Anabasi di Alessandro di Arriano, la Biblioteca Storica di Diodoro Siculo, le Storie di Alessandro Magno di Curzio Rufo e la Vita di Alessandro di Plutarco.
La conquista macedone della città scorre in un piacevole dettaglio e con una prosa agile e scorrevole, percorrendo le origini della città insulare di Tiro, la sua ascesa come potenza regionale e il fatale rifiuto dei suoi abitanti di far compiere ad Alessandro sacrifici a Eracle/Melqart, suo divino antenato. I potenti movimenti delle flotte, la grandiosa costruzione dell’artificiale molo d’assedio che collega l’isola di Tiro alla terraferma e la disperata, futile difesa della città vengono illustrate con maestria e un ritmo coinvolgente, fino all’inevitabile epilogo di conquista e massacro degli assediati.
L’opera si introduce con una disamina storica della portata di tali eventi nell’immaginario poliorcetico delle epoche successive e si conclude con il mito scaturito dall’Assedio stesso, riflesso nella specularità con l’assedio di Troia e nelle differenti edizioni del celeberrimo Romanzo di Alessandro dello Pseudo-Callistene.
Un testo irrinunciabile sia per gli appassionati di Storia Antica che per quelli di Storia Militare, in una compatta edizione paperback.